Guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti​: depositata la sentenza della Corte costituzionale (n. 10/2026)

La Corte Costituzione si è pronunciata con sentenza interpretativa sulla questione di legittimità costituzionale dell’art. 187, commi 1 e 1-bis, del D.Lvo 285/1992 (Codice della Strada) – come modificati dalla legge 25 novembre 2024, n. 177 nella parte relativa alla eliminazione del requisito dell’alterazione psicofisica.

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Stalking e condotte riparatorie – Questione di legittimità costituzionale

Con ordinanza del 22.12.2025 il Tribunale di Lecco ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 162 ter C.P. (cd. “condotte riparatorie”) nella parte in cui non si applica al delitto di atti persecutori previsto dall’art. 612 bis C.P. laddove procedibile a querela di parte.

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La sentenza della Corte costituzionale in tema di particolare tenuità del fatto e violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale

Depositate le motivazioni della sentenza 172/2025 con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 131 bis terzo comma C.P. nella parte in cui stabiliva la sua inapplicabilità per i reati previsti dagli artt. 336 e 337 C.P.

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Corte Costituzionale su stupefacenti e confisca allargata – Alcuni limiti interpretativi per il piccolo spaccio

Depositata la sentenza 166/2025 con cui la Corte costituzionale, pur dichiarando non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 85 bis del DPR 309/1990 (Testo unico stupefacenti), come modificato dall’art. 4, comma 3-bis, del D.L. 123/2023 (cd. decreto Caivano), ha precisato i limiti della confisca “allargata” per i fatti di lieve entità.

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Non è incostituzionale l’abrogazione dell’abuso d’ufficio – Comunicato della Corte Costituzionale

In esito all’udienza pubblica svoltasi ieri, la Corte ha esaminato in camera di consiglio le questioni di legittimità costituzionale sollevate da quattordici autorità giurisdizionali, tra cui la Corte di cassazione, sull’abrogazione del reato di abuso d’ufficio ad opera della legge numero 114 del 2024.

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Guida sotto l’effetto di stupefacenti e abolizione dello “stato di alterazione psico-fisica”: il Tribunale di Pordenone solleva questione di legittimità costituzionale

Segnaliamo l’ordinanza con la quale il Tribunale di Pordenone, accogliendo una richiesta avanzata dalla Procura, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della Legge 25 novembre 2024, n. 177 (“Interventi in materia di sicurezza stradale e delega al Governo per la revisione del codice della strada”).

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Corte Costituzionale – Rito abbreviato – La rinuncia all’impugnazione apre alla sospensione condizionale della pena

Depositata la sentenza 208/2024 con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 442, comma 2-bis, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che il giudice dell’esecuzione possa concedere la sospensione della pena e la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, quando il giudice della cognizione non abbia potuto farlo perché la pena determinata in sentenza superava i limiti di legge per la concessione dei benefici.

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Corte Costituzionale: il fatto di lieve entità quale attenuante anche per la rapina

In tema di rapina, segnaliamo il deposito della sentenza 86/2023 con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 628, secondo comma, C.P., nella parte in cui non prevede che la pena sia diminuita in misura non eccedente un terzo quando per la natura, la specie, i mezzi, le modalità o circostanze dell’azione, ovvero per la particolare tenuità del danno o del pericolo, il fatto risulti di lieve entità.

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Corte Costituzionale – Illegittima la pena minima di due anni per il reato di appropriazione indebita

Si segnala il deposito della sentenza con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 646 primo comma C.P. modificato dall’art. 1, comma 1, lettera u), della legge 9 gennaio 2019, n. 3 (Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici) – nella parte in cui prevede la pena della reclusione «da due a cinque anni» anziché «fino a cinque anni».

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