Body shaming e maltrattamenti in famiglia – Condotte umilianti dei genitori nei confronti dei figli

La Sesta Sezione della Cassazione con sentenza 30780 depositata il 15.09.2025 ha riconosciuto come elementi costitutivi del reato di maltrattamenti le condotte di reiterata denigrazione (cd. “body-shaming”) perpetrate da un padre nei confronti della figlia adolescente.

Nel caso in esame i giudici di legittimità hanno evidenziato come tali comportamenti abbiano generato un clima di vita degradante e umiliante, poiché riguardanti un aspetto fondamentale – l’aspetto fisico di un soggetto in piena pubertà – rispetto al quale la sensibilità delicata della vittima è una chiave imprescindibile per comprendere l’intensità delle sofferenze subite.

Le frasi offensive (proferite in un arco temporale e di convivenza ben definito di circa 7 mesi in concomitanza del lockdown da COVID), afferma la Cassazione, oltre a essere ingiustificate, hanno assunto una gravità estrema nel contesto del naturale percorso di crescita della minore, rappresentando una chiara manifestazione di disprezzo, resa ancora più profonda dalla loro provenienza paterna.

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